MONTE NEBRIA – 29 FEBBRAIO 2020

Tra candide corolle

Si chiamano Helleborus niger, ma di nero hanno ben poco. Figuriamoci allora come si sarebbero presentati gli Helleborus albus se il buon Dio li avesse inventati! Queste appariscenti ranuncolacee che rallegrano il sottobosco montano, ancora assediato dal generale inverno, offrono nel tarvisiano incantevoli scorci. Mentre gli ultimi sciatori si accalcano sulle piste alte e gli escursionisti dall’indissolubile binomio montagna-estate sono rintanati in qualche agriturismo collinare, noi si va per ellebori tra le cime del Nebria. Complice la leggera spolverata di neve di qualche giorno fa, potremo divertirci bellamente a fotografare le coraggiose corolle spuntate dalle candide chiazze. Ma non ci facciamo mancare nulla: buon pane, salame e panorama, che non è mai troppo (il panorama), ed immancabili dolcetti, grappine, grappette da correggere con un po’ di caffè. Certo che la vista da questa montagnola di serie B è proprio incantevole, e noi amiamo la serie B: meno sponsor, meno riflettori, più selvatichezza e silenzio. Amiamo questo vagabondare non sapendo mai di certo cosa ci attenderà.

C’è un tempo magico per ogni luogo. Quello del monte Nebria è la fine di febbraio. Neve o non neve, il paesaggio sarà comunque imbiancato dalla spettacolare fioritura delle rose di Natale: gli ellebori.