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Biowatching

In compagnia di appassionate guide naturalistiche ed esperti, ti immergerai nella natura più selvaggia, imparando a riconoscere le specie di flora e fauna direttamente nel loro ambiente di vita.

In silenzio e in punta di piedi, inseguirai forme, suoni e odori, scoprendo un passo alla volta le meraviglie che la biodiversità ci regala, sviluppando così la conoscenza per proteggerla.

Per ricevere info sulle uscite di biowatching invia una mail a info@scoprirecamminando.it

Cos’è il biowatching? L’enciclica papale "Laudato si’" può fornirci lo spunto iniziale per parlare di biowatching. Il documento dedica particolare spazio al delicato tema della perdita di biodiversità; dice Francesco: "è necessario investire molto di più nella ricerca, per comprendere meglio il comportamento degli ecosistemi… Poiché tutte le creature sono connesse tra loro, di ognuna dev’essere riconosciuto il valore… Ogni territorio ha una responsabilità nella cura di questa famiglia, per cui dovrebbe fare un accurato inventario delle specie che ospita…".
Ecco quindi la possibilità, e viste le premesse, quasi una necessità, di praticare il biowatching: dedicarsi cioè all’osservazione della diversità biologica intorno a noi, in pratica accostarsi con curiosità alla natura in tutte le sue forme: dagli animali, alle piante, alle rocce… per conoscerne il nome, comprenderne legami e relazioni. Una natura a tutto campo, presente persino dentro una città, che tutti possiamo, o dovremmo, imparare ad osservare e capire praticando il biowatching.



Da dove partire? Se ci rechiamo in una città d’arte, solitamente ricorriamo ad una guida tascabile, o ad una guida turistica in carne ed ossa, per meglio conoscere quella scultura, la storia di quel castello, il nome di quella chiesa… Allo stesso modo, quando andiamo "in natura" possiamo utilizzare un manuale tascabile, o una app. dello smartphone, per riconoscere quel fungo, il nome di una tal pianta o di un monte. Oppure possiamo ricorrere ad una guida naturalistica in carne ed ossa, per muovere i primi passi con il biowatching. E’ infatti una pratica che si apprende un po’ alla volta, riservando sempre nuove scoperte, nuovi motivi di interesse, man mano che cresciamo come biowatchers.

Come praticare concretamente il biowatching? Uno spunto ce lo fornisce Reinhold Messner quando dice: "Camminare per me significa entrare nella natura. Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai. La Natura per me non è un campo da ginnastica. Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi. Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori". Per prima cosa quindi dobbiamo prenderci il nostro tempo per una camminata; è infatti poco produttivo fare biowatching correndo o andando in bici, e non lo è affatto se ci spostiamo in moto o in auto. Il segreto è soffermarsi sui "particolari del territorio", ascoltare in silenzio il verso di un animale, guardare da vicino un’impronta o una pianta.


Che attrezzatura serve? Binocoli, non troppo grandi e costosi, utili per osservare animali e uccelli in distanza, senza disturbarli troppo; abiti comodi e dai colori tenui, fondamentali per immergerci nell’ambiente senza farci troppo notare. Un ottimo strumento, direi indispensabile, è la macchina fotografica, o uno smartphone, per ritrarre, registrare ciò che ci incuriosisce: una roccia, un insetto. Purtroppo il buon vecchio notes con il piccolo lapis stanno andando in pensione, benché siano ancora di una certa utilità, e tuttavia la tecnologia non va demonizzata: se ben usata, è un valido strumento che in questo caso ci aiuta a conoscere meglio il Creato! Le foto ci serviranno poi a casa per la determinazione delle specie, utilizzando i numerosi siti dedicati all’argomento. attrezzatura per il birdwatching>>>

Dove praticare il biowatching? A parte l’orto o il giardino di casa, per chi ha la fortuna di poterne usufruire, che rappresentano la palestra iniziale per il biowatching, zone ottime e senz’altro da conoscere sono le aree naturali della regione. Oltre ai due grandi Parchi Naturali: Dolomiti Friulane e Prealpi Giulie, vi sono una decina di Riserve Naturali (dal Lago di Cornino alle Falesie di Duino), alle quali si aggiungono moltissimi Biotopi Regionali: aree non molto estese ma molto interessanti dal punto di vista naturalistico, come le Risorgive di Flambro nella Bassa o le torbiere di Curiedi in Carnia, solo per citarne un paio. Di tutte queste aree protette, in particolare parchi e riserve, sono disponibili manuali e guide (anche reperibili in rete) che ne illustrano peculiarità faunistiche e rarità floristiche, pertanto possiamo iniziare la nostra avventura di biowatchers visitando questi siti.


Quando effettuare le uscite? Le stagioni migliori sono la primavera, per la flora ed i rettili; l’autunno, soprattutto per gli uccelli, o l’estate se la nostra meta è un ambiente di alta montagna. Ma in realtà anche l’inverno è un ottimo periodo, per gli ambienti costieri e lagunari ad esempio, o per riconoscere le tracce della fauna selvatica, se ad esempio il terreno è innevato. Le ore del giorno migliori sono il mattino presto per l’avifauna, quelle centrali del giorno per le farfalle diurne od altri insetti, come ad esempio le libellule; ottimo momento è la sera, per i mammiferi e gli animali dalle abitudini crepuscolari; persino la notte è idonea, ad esempio per micro mammiferi e rapaci notturni. Insomma, sono idonei al biowatching ogni luogo, ogni momento, ogni stagione, ogni condizione meteo (ad esempio con la pioggia si osservano molti anfibi), purchè vi sia un minimo di conoscenza di base e di pianificazione dell’uscita.

L’unica raccomandazione, che suona come unico comandamento etico del biowatcher, è il totale rispetto per la natura, che si concretizza nel minor disturbo possibile della specie osservata, sia essa animale che vegetale. In poche parole il biowatcher, per dirla come un noto aforisma: "non deve lasciare tracce che il vento non possa cancellare".
E infine, per stemperare un po’ l’aspetto eccessivamente formale di quanto sopra esposto, chiudiamo con le parole di Walt Witman e auguriamo buon biowatching a tutti: "Non devi sapere troppo, o essere troppo preciso, scientifico su uccelli e alberi e fiori e movimenti dell’acqua; un certo margine di libertà, e persino di vaghezza – forse di ignoranza, di credulità – aiuta il godimento di queste cose …".

 
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